© Catacombe San Sebastiano 2026
Via Appia Antica 134 Roma 00179 Italia
La Basilica di San Sebastiano fuori le Mura

ricavata occupando la navata centrale dell'antica circiforme costantiniana
Puoi navigare cliccando sui punti della basilica. Buona visita!
Secondo la tradizione della Chiesa, durante le persecuzioni di Valeriano del III sec. d.c., le reliquie degli Apostoli furono qui nascoste e venerate per circa cinquant'anni.
La Basilica si trova al III miglio dell'antica via Appia. Originariamente denominata Basilica Apostolorum, fu costruita per volere dell'Imperatore Costantino nel IV sec. d.C. in onore degli Apostoli Pietro e Paolo.
Nel corso del tempo la venerazione a San Sebastiano, martire-soldato al tempo di Diocleziano, sepolto nella catacomba, ha prevalso nella denominazione del cimitero e della basilica.
La basilica ha subito diversi restauri. Durante il più importante, dal 1608 al 1613, il cardinale Scipione Borghese intraprese un completo rimodellamento della basilica e della cripta di San Sebastiano su progetto di Flaminio Ponzio e sotto la direzione artistica di Guido Reni. Il restauro fu completato da Giovanni Vasanzio mentre la facciata è datata 1612, ed è del Ponzio.
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1- Sepolcro di Altobello d'Ense
3- Cappella delle Reliquie
2- Salvator Mundi
Nella nicchia: il "Salvator Mundi" di Gian Lorenzo Bernini, 1679 vedi pagina.
In alto: "Santa Brigida e Santa Caterina di Svezia che visitano le catacombe di San Sebastiano", tela di autore ignoto.
Ricorda la visita delle due sante al sepolcro apostolico.
Sotto: Sulla parete è murata la
riproduzione della della perduta lapide posta nel IV sec. da papa Damaso, con il testo dell'epigrafe in onore degli apostoli Pietro e Paolo, questa recita: Tu che vai cercando i nomi di Pietro e Paolo Devi sapere che i santi dimorarono qui in passato. Questi apostoli ce li mandò l'oriente, volentieri lo riconosciamo;
ma in virtù del martirio (seguendo Cristo su per le stelle giunsero nelle regioni celesti e nel regno dei giusti) Roma ebbe il privilegio di rivendicarli suoi cittadini.
Questo voleva dir Damaso in vostra lode, o nuove stelle.
Commissionata da Massimiliano I, duca di Baviera, 1625.
Al suo interno sono contenute secondo la tradizione: spine della Corona; un dito, un dente e parte di una costola di San Pietro; un dente di San Paolo; un osso e un braccio di Sant'Andrea; parte della testa e un braccio di S. Fabiano; le teste di San Callisto e Stefano papi; un calice di piombo con ceneri ed ossa di San Fabiano; un braccio di San Rocco; parte della testa dei SS. Nereo e Achilleo, dei SS. Avenisto, Valentino e Lucina Martiri; una reliquia di S. Giovanni Paolo II.
Al centro: la freccia del martirio e parte della colonna del martirio di San Sebastiano e la pietra del "Domine Quo Vadis?".
Addossato alla parete: Monumento funebre di Altobello d'Ense da Montecorvino, autore ignoto.
Il medico morto nel 1615, molto attivo durante le epidemie, aveva voluto essere seppellito in San Sebastiano, per la devozione e il tradizionale ruolo di difensore della peste svolto dal martire Sebastiano.



5- Altare di S. Francesca Romana
6- Antico ingresso alle Catacombe
Sopra l'altare: "S. Francesca Romana, Visione della Vergine con Bambino" di Filippo Frigiotti, 1727
Addossato alla parete: il Monumento funebre del cardinale Giambattista
Francesco Maria Gabrielli, membro dell'ordine cistercense e amministratore dei fondi della cappella Albani, di cui si
ignorano autore e data; l'opera proviene
dalla chiesa di San Bernardo alle Terme.
Il busto del defunto su un cuscino in marmo bianco e i due angioletti ai lati.
In alto: Iscrizione all'ingresso del “cimitero di Callisto”. Fino al XIV sec. era di uso comune chiamare il cimitero sotto la Basilica di San Sebastiano con il nome di San Callisto. Il vero cimitero di San Callisto fu riscoperto invece solo nel 1849.
Al suo interno: "Dio Padre e Santi" di Antonio Carracci.



9- Altare Maggiore
8- Cappella di San Fabiano Papa
7- Altare di San Girolamo
Disegnato da Flaminio Ponzio.
Sopra l'altare: affresco raffigurante la "Crocifissione" di Innocenzo Tacconi, 1614.
Ai lati: busti di S. Pietro e S. Paolo di Nicolas Cordier, 1608.
Mensa, Altare Maggiore: sarcofago del V sec. d.c.; ai lati Cattura di Pietro e Resurrezione di Lazzaro, al centro Cristo fra i Santi Pietro e Paolo.
Costruita da Clemente XI (famiglia Albani) tra il 1706 e 1712 su progetto di Carlo Fontana, assistito da Alessandro Specchi e Filippo Barigioni.
Sopra l'altare: statua di S. Fabiano di Pietro Papaleo, 1710-12.
Parete destra: tela "S. Fabiano che consacra l'imperatore Filippo" di Giuseppe Passeri.
Parete sinistra tela raffigurante l' "Elezione di S. Fabiano" di Pier Leone Ghezzi.
Sopra l'altare: “San Girolamo e l'angelo che suona la tromba del Giudizio”, affresco di Archita Ricci, 1613.
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12- Altare di San Carlo Borromeo
11- Altare di San Francesco
10- Entrata al Museo Epigrafico
Sopra l'altare: "San Carlo Borromeo in adorazione del Sacro Chiodo", affresco di Archita Ricci, 1613-14.
Sopra l'altare: "S. Francesco in preghiera", tela di Girolamo Muziano, sec. XVI.
Il Museo Epigrafico è oggi chiuso al pubblico. Chiamato al tempo “Museo di arte sacra e profana”, fu aperto il 20 gennaio 1930, grazie anche al contributo dei Frati Minori e in particolare di fr. Damiano Pinna per restituire il degno pregio al complesso archeologico di San Sebastiano come opera complessa della civiltà romana; al suo interno sono conservati iscrizioni e sarcofagi ritrovati nel complesso archeologico, fra il II sec. d.C al V sec. d.C.
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13- Cappella del Crocifisso
15- Ingresso lato sinistro
14- Cappella di San Sebastiano
In alto: tabernacolo di Mino da Fiesole, sec. XV. Usato per gli oli crismali.
In basso: carme dedicato da Papa Damaso al martire Eutichio, recita:
Eutichio martire i crudeli ordini del tiranno
Non meno che i mille modi di far male dei carnefici
Poté allora vincere e mostrò la gloria di Cristo.
Allo squallore del carcere segue nuovo tormento per le membra;
frammenti di coccio fan sì che il sonno non venisse;
dodici giorni passarono, non gli dan nulla da mangiare;
e gettato in una voragine, il santo sangue lava
tutte le ferite inferte dal tremendo potere di morte.
Di notte nel sonno turban dei sogni la mente,
indica quale luogo nascondesse le membra del santo.
Si cerca, e trovato si venera, protegge, concede ogni cosa.
Damaso ne ha celebrato il merito, tu venera il sepolcro.
Antica sacrestia: dai restauri Borghese di inizio '600, gli affreschi sono di Marco Tullio Montagna
Parete sinistra: “la Vergine con i Santi Sebastiano e Lucina” 1627.
Sulla volta: "Dio Padre e i Santi" di Marco Tullio Montagna 1627.
Parete destra: “S. Sebastiano si prepara al martirio”, tela di Pietro Sigismondi, 1618.
Al centro: Crocifisso ligneo, autore ignoto, scuola laziale. opera del XIV sec.
Commissionata dal Cardinal Francesco Barberini nel 1672, disegnata da Ciro Ferri; la statua di S. Sebastiano è di Giuseppe Giorgetti (allievo del Bernini) su disegno sempre del Ferri. Nell'altare sono custodite le reliquie del Santo; la targa recita: San Sebastiano, Soldato e Martire di Cristo, difensore della Chiesa ha sconfitto la peste.

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17- Cripta di San Sebastiano
16- Soffitto ligneo
La chiesa vanta un notevole soffitto ligneo intagliato eseguito da Annibale Durante su disegno tradizionalmente attribuito a Giovanni Vasanzio, 1612.
Al centro il Martirio di San Sebastiano, legato ad un albero e trafitto dalle frecce.
In fondo verso l'altare principale lo stemma ottocentesco di Papa Gregorio XVI.
All'ingresso lo stemma del Cardinal Scipione Borghese.
La cripta è un’opera del XVII secolo, voluta dal card. Scipione Borghese, l’adattamento di alcuni cubicoli della catacomba, dove fu sepolto San Sebastiano all’inizio del III secolo.
È visitabile esclusivamente accedendo alla catacomba tramite visita guidata.