--> Catacombe San Sebastiano

"Il Salvator Mundi"

L' ultima Opera del Bernini 1679

ll busto marmoreo raffigurante Il Cristo Salvatore, opera ultima del grande Gian Lorenzo Bernini, scolpito prima di morire, esposto nella basilica di San Sebastiano dove è stato conservato per 4 secoli, ritrovato e attributo al "gran regista del barocco Italiano"; solo dal 2006 esposto di nuovo al pubblico.

Con le spalle avvolte da un manto che ha l'effetto del raso, il bellissimo volto incorniciato da fluenti capelli e la mano destra "benedicente", un busto di marmo raffigurante il Signore se ne sta nascosto nell'oscurità di una nicchia…[…] Sembra che non si tratti di una statua qualsiasi. Grazie a fortunate coincidenze, accadute nell'agosto del 2001, alcuni storici dell'arte vi hanno riconosciuto il Salvator mundi, l'ultima opera di Gian Lorenzo Bernini, il "gran regista del barocco", l'artista "globale" capace di ammonire chiunque con un perentorio: "Non parlatemi di niente di piccolo". Che però "alla fine della sua straordinaria esistenza[…] Tanto da realizzare "per sua devotione" un bellissimo busto di Cristo considerato affettuosamente dal vecchio artista il suo "Beniamino".

[…] Quando e perché Gian Lorenzo Bernini scolpì il Salvator mundi? "… Et adesso […] corre l'anno 82 della sua età […] con ottima salute havendo operato in marmo sino all'anno 81, quale terminò con un suo Salvatore per sua devotione". Questo racconta una biografia berniniana, compilata nel 1680 dal figlio dell'artista Pier Filippo[…] invece quella redatta da Filippo Baldinucci nel 1682, si sostiene che la statua fosse stata realizzata per la regina Cristina di Svezia ma che questa, pur apprezzandola, la rifiutò per il fatto di non poter donare al Bernini un oggetto di egual valore. Alla morte dell'artista. […] La scultura fu dunque lasciata in eredità alla regina Cristina di Svezia, grande amica del Bernini. La regina, che morì nel 1689, la lasciò a sua volta in eredità a papa Innocenzo XI Odescalchi. L'ultimo "avvistamento" del Salvator mundi risale, secondo Francesco Petrucci, al 1773[…]

[…] affermare senza riserve che il busto originale del Bernini era proprio quello del monastero sull'Appia antica è Irving Lavin , un anno dopo. Sconfessando quanto aveva affermato nel '72, e cioè che il Salvator mundi originale fosse quello ritrovato a Norfolk, in Virginia. […]

Questa scultura […] è stata ritrovata recentemente nella sacrestia della cappella di papa Clemente XI Albani (1700-1721) a San Sebastiano fuori le Mura". A questo punto, il caso della "paternità" del Salvator mundi, sembrerebbe risolto. Indipendentemente da questo, la storia del Salvator mundi restituisce un'immagine di Gian Lorenzo Bernini inedita, commovente: quella di un uomo potentissimo che ebbe in mano Roma per oltre mezzo secolo, amato, ammirato, vezzeggiato da ben quattro papi, decine di cardinali, addirittura dal Re Sole. E che alla fine della vita volle fare un'unica cosa: scolpire l'immagine di Gesù, il suo Beniamino. Per "sua devotione". (tratto dal mensile "30 Giorni" articolo di Pina Baglioni)