--> Catacombe San Sebastiano

Il "Quo Vadis?"

Le orme di Cristo impresse sulla pietra

La tradizione del "Quo vadis, Domine?", che significa, Signore, dove vai?, si ispira a testi apocrifi secondo i quali, durante la persecuzione scatenata da Nerone contro i cristiani, Pietro si apprestava a lasciare Roma. Giunto alle porte della città, dove la via Appia si incrocia con la via Ardeatina, ebbe una visione del Cristo.

Alcune recensioni ad esempio da S. Ambrogio, che lo riprende nella Lettera contro Auxentius, attingendo evidentemente dagli Apocrifi in particolare dagli Atti di Pietro: "Lo stesso Pietro, in seguito, vinto Simone, siccome diffondeva tra il popolo i precetti di Dio e insegnava la castità, irritò l'animo dei pagani. E poiché questi gli davano la caccia, i cristiani lo scongiurarono di allontanarsi per un po' di tempo; e quantunque desiderasse il martirio, tuttavia, per riguardo del popolo che lo supplicava, si lasciò piegare. Lo si pregava, infatti, di salvare la sua vita per istruire il popolo e confermarlo nella fede. In breve, di notte si accinse a uscire dalle mura e, vedendo sulla porta Cristo che gli veniva incontro ed entrava in città, gli chiese: 'Signore, dove vai?'. Cristo gli rispose: 'Vengo per essere crocifisso' una seconda volta'. Pietro comprese che la risposta divina si riferiva alla propria croce; infatti non poteva essere crocifisso una seconda volta Cristo, che col supplizio della morte da Lui subita si era spogliato della carne; in quanto infatti egli è morto, è morto una volta sola, ma in quanto vive, vive per Dio (Rm 6, 10).

Pietro, dunque, comprese che Cristo doveva essere crocifisso una seconda volta nel suo servo, e perciò spontaneamente ritornò sui suoi passi. Ai cristiani che lo interrogavano diede la risposta dovuta e, subito arrestato, con la sua morte glorificò il Signore Gesù".

A ricordare l'episodio sorse anche una chiesa, lì dove ora l'Ardeatina si separa dall'Appia. Sembra che non ci siano attestazioni della sua esistenza prima dell'XI secolo, giacché la sua prima menzione si trova in una bolla di Gregorio VII del 1074, in cui si ricordano i beni donati alla basilica di San Paolo fuori le Mura. Tra questi viene, appunto, elencata una ecclesia Sancta Maria quae cognominatur Domine-quo-vadis. Altri successivi documenti la ricordano come la chiesa di Sancta Maria ubi Dominus apparuit.

All'interno di essa è custodita una copia, l'originale è, secondo tradizione, conservata da sempre presso la Basilica di San Sebastiano. Già dal 1534 la grande venerazione per questa pietra era attestata dai pellegrini in visita a San Sebastiano e conservata in un altare al centro della Basilica, oggi non più esistente.