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MEMORIA APOSTOLORUM
Celebriamo i nostri Pastori e Martiri, Pietro e
Paolo, che, a Roma, hanno dato la vita per Cristo e il suo
Vangelo: «Cristo patì per voi, lasciandovi un esempio, perché ne
seguiate le orme» (1Pt 2,21).
Secondo la
tradizione, non confermata, a San Sebastiano, nel luogo “ad
Catacumbas”, portarono nel 258 d.C. i corpi o le reliquie degli
SS. Apostoli Pietro e Paolo e li «nascosero» .
Trasferirono le
spoglie di S. Pietro dal cimitero del colle Vaticano e di S.
Paolo da quello della Via Ostiense per proteggerli dalla ferocia
dell’imperatore Valeriano e per poterli onorare senza essere a
loro volta uccisi.
Alcune
testimonianze, tratte dagli Itinerari dei pellegrini dell’Alto
Medioevo in visita a Roma, ci riferiscono il culto pubblico ai
due Apostoli in questo luogo ancora nei secoli VII-VIII.
C’è un riferimento
esplicito a Pietro e Paolo, oltre che nei graffiti della triclia,
nel poema composto da Papa Damaso (pontefice dal 366 al 384),
che si trova nell’attuale basilica, in una lapide:
Hic habitasse prius sanctos cognoscere debes
nomina quisque Petri pariter
Paulique requiris
discipulos oriens misit quod
sponte fatemur sanguinis ob
meritum Christumque per astra
secuti aethertos
petiere sinus regna que
piorum Roma suos potius
meruit defendere cives haec
Damasus vestras referat
nova sidera laudes.
TRADUZIONE:
Tu che vai cercando i nomi di Pietro e Paolo devi sapere che
i santi dimorarono qui in passato. Questi apostoli ce li mandò
l’Oriente, volentieri lo riconosciamo; ma in virtù del martirio
(seguendo Cristo su per le stelle giunsero nelle regioni
celesti e nel regno dei giusti ) Roma ebbe il
privilegio di rivendicarli suoi cittadini. Questo voleva dir
Damaso in vostra lode, o nuove stelle.
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