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Il complesso
archeologico di S. Sebastiano Fuori le Mura sorge nel tratto
iniziale dell’Appia Antica, tra il II ed il III miglio
dell’antica via consolare.
Il sito era
originariamente denominato “ad catacumbas" ossia, secondo
la spiegazione più diffusa, “presso l’avvallamento”, per
la presenza di cave di pozzolana, e questo toponimo è stato poi
assunto, per estensione, ad indicare i cimiteri sotterranei
cristiani, noti come catacombe.
Fin dal I sec.
d.c., il sito è stato intensamente sfruttato ed edificato, con
diverse destinazioni d’uso. Gli avvallamenti e la gallerie
arenarie, infatti, furono utilizzati per collocarvi sepolture a
loculo, sia pagane, sia cristiane; furono costruiti diversi
colombari ed almeno due edifici residenziali, notevoli per le
loro decorazioni parietali.
Intorno alla
metà del II sec. si creò una piazzola, riempiendo una zona
dell’arenario e vennero innalzati tre mausolei (di Clodius
Hermes, degli Innocentiores e dell’Ascia), nei quali furono
deposti, nella prima metà del III sec. anche cristiani.
Quest’area fu
di nuovo interrata, e fu realizzato un porticato delimitato da
un muro “triclia”(quadrilatero aperto da un lato). Su un
muro sono stati rinvenuti centinaia di graffiti con invocazioni
ai SS. Pietro e Paolo. Ciò attesta un particolare ed
intenso culto ai due santi, in quanto le loro spoglie riposarono
in questi luoghi per un certo periodo. E’ questa la ragione per
cui il complesso fu identificato con l’appellativo di “Memoria
Apostolorum”. Altresì l’imperatore Costantino (306-337) fece
erigere la grandiosa basilica circiforme (prototipo delle
basiliche costantiniane) proprio in questo luogo e la intitola
ai due Apostoli.
Intanto, già
dal III sec, si era sviluppata, nel sottosuolo, la catacomba, in
cui furono sepolti, i martiri Sebastiano ed Eutichio. Col tempo
la fama crescente di S. Sebastiano, le vicende che lo vedono
potente intercessore contro le sciagure che si abbattono sulla
città di Roma, determinano il cambiamento del nome al complesso,
noto come Catacombe di S. Sebastiano.
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