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La Catacomba e
i Frati Francescani
S. Sebastiano
martire
Dalla
Catacomba alla Basilica
Il
Significato cristiano della Morte
Il Cimitero
sotterraneo
Il Culto dei SS.
Apostoli Pietro e Paolo
La “Memoria Apostolorum”
I Simboli
nella Catacomba
La Basilica di S.
Sebastiano
Il Salvator Mundi
“Domine, quo vadis”
Il
“Pellegrinaggio delle Sette Chiese”
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DALLA
CATACOMBA ALLA BASILICA
L'area, in antichità, veniva denominata ad
catacumbas, che in latino significa "presso le depressioni", il
che ci da' utili indicazioni topografiche sulla natura del
terreno che presentava sin dalle origini un forte
scoscendimento.
Il pendio venne sfruttato, già in epoca romana,
come luogo di sepoltura. Sono state rinvenute tracce evidenti di
sepolture pagane che sembrano risalire all'epoca di Traiano,
databili con estrema certezza grazie alle iscrizioni ritrovate
ancora “in situ”. L'area in origine doveva essere una cava di
pozzolana poi, come spesso accadeva nell'antichità, riadattata e
adibita a cimitero, in cui venivano sepolti soprattutto schiavi
e liberti, come risulta dai loculi e dai colombari, sepolture
assai modeste.
Non
mancano però sepolture monumentali, che si collocano nell'area
denominata " la piazzola", uno spazio relativamente esteso, oggi
sotterraneo, ma in origine probabilmente a cielo aperto. Su
questa piazzola si affacciano tre mausolei decorati in modo
raffinato, probabilmente appartenuti a liberti assai facoltosi.
Le facciate monumentali sono molto simili, tutte in muratura,
costituite da una porta centrale sormontata da un'iscrizione con
il nome dei proprietari, da un timpano decorato con pitture e da
un attico nel quale probabilmente si tenevano le cerimonie di
commemorazione dei defunti, come ad esempio i banchetti funebri
che ogni anno venivano allestiti nel giorno anniversario della
morte. Un primo mausoleo è appartenuto ad un certo Marcus Clodius Ermete, ed è costituito da una prima stanza con arcosoli
e loculi; da questa, che si trova allo stesso livello della
piazzola, si scende ad una stanza sottostante, anch'essa con
arcosoli. Il
secondo mausoleo è detto degli Innocentiores, che,
probabilmente, è il nome di quella che oggi chiameremmo
un'associazione. In questo caso non ci sono stanze all'altezza
della piazzola, si scende con una ripida scaletta, direttamente
al piano sottostante che accoglie le sepolture. Particolarmente
interessanti sono gli stucchi che ricoprono la volta della
scala, estremamente raffinati, rappresentanti una conchiglia ed
un pavone. Il terzo mausoleo, infine, è denominato dell'Ascia,
in quanto un’ascia è rappresentata sul timpano della facciata.
Anch'esso presenta stanze su due piani, con sepolture in arcosoli e loculi. Questo tratto non è visitabile al fine di
preservare le numerose decorazioni sulle pareti di tufo che
delimitavano gli altri lati della piazzola si trovavano numerosi
loculi.
Essi sono interpretati, dalla maggior parte degli
studiosi, come pagani, anche se, forse nell'ultimo periodo di
utilizzo, ci fu la presenza di tombe cristiane, in quanto sono
state rinvenute rappresentazioni tipicamente cristiane, quali il
pesce e l'ancora. Attorno alla metà del III secolo la topografia
del luogo venne letteralmente sconvolta: la piazzola è
totalmente interrata con una colmata di terra e si crea un nuovo
grande spazio in piano ad un livello superiore rispetto a quello
dei mausolei. In questa fase si crea la triclia. Essa è un
ambiente coperto, al quale si accedeva da una piccola scala,
formato da una grande sala porticata, dotata di un bancale
addossato alla parete di fondo.
Oltre alla triclia su questo nuovo piazzale si trova un piccolo
ma interessantissimo monumentino absidato con all'interno una
piccola edicola ed una nicchia. Molti studiosi ritengono, che,
proprio in questo periodo, il complesso ospitò temporaneamente
le spoglie dei SS Apostoli e martiri Pietro e Paolo e che le
loro spoglie si trovassero all'interno di questo piccolo
monumento. Oltre
alle fonti antiche che ricordano la venerazione dei due martiri
in questo luogo, denominato “Memoria Apostolorum”, sul muro di
fondo della triclia, sono stati rinvenuti moltissimi graffiti di
pellegrini con invocazioni e preghiere rivolte a Pietro e Paolo,
tali a testimoniare il profondo culto dei due santi in questo
sito. Alcuni di questi graffiti sono ancora visibili e
particolarmente interessanti e suggestivi, come quello di un
certo pellegrino che, attorno al III sec. scrisse: Paule et
Petre petite pro Victore, una richiesta di intercessione rivolta
ai due martiri più importanti di tutta la cristianità. Le
spoglie dei due santi sarebbero state trasportate attorno al 256
in questo luogo per evitare che venissero disperse durante le
persecuzioni di Valeriano e poi riportate al Vaticano e
all'Ostiense in un periodo più sicuro; rimangono però dei dubbi
a proposito. Infine nel quarto secolo anche quest'area subisce
un ulteriore interramento e la quota pavimentale viene
ulteriormente rialzata per accogliere la nuova grandiosa
basilica paleocristiana circiforme dedicata agli Apostoli, fatta
erigere dall’imperatore
Costantino (306-337).
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