IL CULTO DEI SS. APOSTOLI PIETRO E
PAOLO SULLA VIA APPIA
La fonte più antica che descrive la venerazione dei SS.
Apostoli Pietro e Paolo presso il luogo denominato “in
catacumbas”, ovvero presso il nostro sito, è la “Depositio
Martyrum”. Lo scritto rappresenta il calendario della comunità
cristiana di Roma che ricorda le feste dei Martiri, composto
prima del 336 e giuntoci attraverso il cosiddetto la
trascrizione del cronografo Filocaliano databile nel 354. In
esso così si legge: “III hai. iul. Petri in Catacumbas et Pauli
Ostense, Tusco et Basso cons.”, ovvero: “Al 29 giugno: festa di
Pietro nel luogo detto in Catacumbas e di Paolo sulla via
Ostiense, sotto i consoli Tusco e Basso”. Ciò significa che:
almeno dal 258, anno in cui i due Consoli erano sicuramente in
carica, i SS. Pietro e Paolo vengono celebrati entrambi il 29
giugno, S. Pietro nel luogo denominato “in catacumbas”, cioè
presso questa catacomba, e Paolo presso il luogo del martirio,
sulla via Ostiense. Nel successivo Martirologio Geronimiano una
fusione di diversi calendari risalente alla prima metà del V
secolo, secondo la versione fornitaci dal Codice di Berna, si
legge: “Romae natale sanctorum apostolorum Petri via Aurelia in
Vaticano, Pauli vero via Ostiensi, utrumque in Catacumbas Basso
et Tusco consulibus” che, tradotto, afferma: “A Roma la festa
del martirio dei Santi Apostoli: di Pietro sulla via Aurelia in
Vaticano, di Paolo invece sulla via Ostiense, di tutti e due nel
luogo in Catacumbas, quando sono consoli Basso e Tusco”. Dunque
si ha un ulteriore precisazione: oltre che presso i luoghi del
martirio, Pietro e Paolo vengono celebrati congiuntamente sulla
Via Appia, nel luogo che poi darà il nome a tutti i cimiteri
sotterranei (catacombe) e su cui sorgerà la Basilica Apostolorum,
in seguito dedicata a San Sebastiano. La conferma della triplice
celebrazione in onore delle due colonne della chiesa di Roma ci
viene dall’Inno “Apostolorum Passio”, attribuito a S. Ambrogio e
composto verso la fine del IV secolo. Esso ci descrive il flusso
dei pellegrini che si dirigevano alla volta dei tre santuari
apostolici, quasi come schiere di soldati in marcia, percorrendo
le tre vie che ad essi conducevano, l’Aurelia, l’Ostiense e
l’Appia. Sono talmente note che non vengono esplicitamente
ricordate:
“Con il trionfo
nobile di Pietro e la corona di Paolo,
la passione
degli Apostoli questo, esaltando consacrò tra i giorni.
Una morte
cruenta e gloriosa li assimilò e congiunse;
la fede in
Cristo incoronò gli eroi che alla divina sequela si posero.
Il primo
apostolo è Pietro, ma non minore è Paolo per grazia,
che fu santo
strumento di elezione e Pietro eguagliò nella fede.
Su capovolta
croce ascende Simone e sospeso
glorifica Dio,
non dimentico del vaticinio antico.
Secondo il
detto, vecchio ormai fu cinto ed elevato da un altro;
condotto dove
non vorrebbe, docile vinse una morte crudele
Su tale sangue
fondata, nobilitata da tanto vescovo,
Roma ha toccato
l’eccelso vertice della pietà religiosa”.
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