IL CIMITERO AD CATACUMBAS

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"Mausoleo Clodius Ermes" particolare

Il complesso archeologico di S. Sebastiano Fuori le Mura sorge nel tratto iniziale dell’Appia Antica, tra il II ed il III miglio dell’antica via consolare.

Il sito era originariamente denominato “ad catacumbas" ossia, secondo la spiegazione più diffusa, “presso l’avvallamento”, per la presenza di cave di pozzolana, e questo toponimo è stato poi assunto, per estensione, ad indicare i cimiteri sotterranei cristiani, noti oggi come catacombe.

L’area venne sfruttata, già in epoca romana  (II sec.), come luogo di sepoltura, infatti sono state rinvenute tracce evidenti di sepolture pagane che sembrano risalire all'epoca di Traiano, databili con estrema certezza grazie alle iscrizioni ritrovate ancora “in situ”; come spesso accadeva nell'antichità, la cava venne riadattata  e adibita a cimitero cristiano, in cui venivano sepolti soprattutto schiavi e liberti, come risulta dai loculi e dai colombari, sepolture assai modeste.

L’escavazione della catacomba nacque grazie alla comunità cristiana, dato l’ingente numero dei propri membri e la scelta dell’inumazione, invece della cremazione, era assai arduo seppellire in superficie, a motivo degli spazi necessari e dell’elevato costo dei terreni suburbani.

I pagani usavano chiamare i loro luoghi di sepoltura con il vocabolo greco necropolis, la città dei morti; i primi cristiani, invece, preferirono il nome cimitero, da loro stessi inventato, che deriva dal greco koimào che significa "dormire".

Percorrendo le gallerie della catacomba si possono notare la grande varietà delle tombe e delle decorazioni. Si possono facilmente trovare tombe molte decorate e lavorate, accanto ad altre in semplice muratura. Ogni tomba ebbe il suo piccolo contrassegno per essere riconosciuta. Spesso un oggetto o un semplice frammento: una lucerna, una moneta, un fondo di coppa, un monile, un giocattolo di un bambino. In molti casi, un nome tracciato in rosso sulle tegole, o un graffito sulla calce di chiusura, ci ha tramandato la memoria del defunto; un evento fondamentale per lo sviluppo e la notorietà della catacomba fu la deposizione del corpo del martire Sebastiano. La venerazione dei fedeli per questo testimone di Dio, provocò mutamenti profondi all’interno della catacomba. I posti, vicini alla tomba venerata, vennero sempre più ricercati. Vennero effettuati lavori di abbellimento e di ampliamento degli ambienti preesistenti; si creò così una rete densissima.

Attorno alla metà del III secolo la topografia del luogo venne letteralmente sconvolta: la piazzola venne totalmente interrata con una colmata di terra e si creò un nuovo grande spazio in piano ad un livello superiore rispetto a quello dei mausolei. In questa fase venne creata la triclia, era un ambiente coperto, al quale si accedeva da una piccola scala, formato da una grande sala porticata, dotata di un bancale addossato alla parete di fondo.

Molti studiosi ritengono, che, proprio in questo periodo, il complesso ospitò temporaneamente le spoglie dei SS Apostoli e martiri Pietro e Paolo e che le loro spoglie si trovassero all'interno di questo piccolo monumento. Oltre alle fonti antiche che ricordano la venerazione dei due martiri in questo luogo, denominato “Memoria Apostolorum”, sul muro di fondo della triclia, sono stati rinvenuti moltissimi graffiti di pellegrini con invocazioni e preghiere rivolte a Pietro e Paolo, tali a testimoniare il profondo culto dei due santi in questo sito. Alcuni di questi graffiti sono ancora visibili e particolarmente interessanti e suggestivi, come quello di un certo pellegrino che, attorno al III sec. scrisse: Paule et Petre petite pro Victore, una richiesta di intercessione rivolta ai due martiri più importanti di tutta la cristianità. Le spoglie dei due santi sarebbero state trasportate attorno al 256 d.c. in questo luogo per evitare che venissero trafugate durante le persecuzioni di Valeriano e poi riportate al Vaticano e all'Ostiense in un periodo più sicuro.

Infine nel quarto secolo anche quest'area subisce un ulteriore interramento e la quota pavimentale viene ulteriormente rialzata per accogliere la nuova grandiosa basilica paleocristiana circiforme dedicata agli Apostoli, fatta erigere dall’imperatore Costantino (306-337).