LA BASILICA DI SAN SEBASTIANO FUORI LE MURA

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La Facciata della Basilica

 

La Basilica, originariamente chiamata “Basilica della Memoria Apostolorum”, in onore dei  SS. Apostoli Pietro e Paolo, è stata dedicata, nel corso dei secoli, a S. Sebastiano. Il Titolo Antico del complesso, esprime la forte devozione per gli Apostoli Pietro e Paolo e il motivo della sua costruzione, documentato da varie testimonianze archeologiche. L’indubbia importanza del luogo per tutta la cristianità determinò lo sviluppo del sito, ove si sono eretti, nel corso dei secoli, una sequenza ininterrotta di monumenti di grandissimo interesse storico e archeologico.

 

Oggi, la Basilica, ci appare diversa dalla sua costruzione. Infatti, nel 1608 il cardinale Scipione Borghese intraprese un completo rimodellamento della basilica e della cripta di San Sebastiano, su progetto di Flaminio Ponzio e sotto la direzione artistica di Guido Reni. Egli ristrutturò la Basilica, così come il cornicione, e, alla sua morte, avvenuta nel 1613, l’opera fu completata dal Vasanzio, anche se la facciata, datata 1612, era stata quasi interamente ultimata dal Ponzio.

 

Dall’esterno, ci appare subito, un po’ rientrata rispetto al tracciato della via Appia antica e fu ricavata occupando la navata centrale dell’antica Basilica circiforme Costantiniana, oramai in decadenza. La chiesa vanta un notevole soffitto ligneo intagliato (eseguito da Annibale Durante sul disegno tradizionalmente ascritto a Giovanni Vasanzio, 1612).

 

Entrando nella Chiesa, sulla parete sinistra, si trova affisso il carme, pressoché integro, dedicato da Papa Damaso al martire Eutichio (16), che rappresenta uno dei più grandi esempi della famosa grafia filocaliana. Un tempo si trovava nella cripta di San Sebastiano.

 

Subito dopo, troviamo il Tabernacolo di Mino da Fiesole sec. XV (15)

 

Proseguendo sul lato sinistro, troviamo l’Altare con l’urna contenente i resti di San Sebastiano e la sua statua, scolpita da Giuseppe Giorgetti (14). Essa rappresenta il Santo, in posizione sdraiata, trafitto dalle frecce del martirio.

 

Di fronte, sul lato destro della navata, si trova la Cappella delle Reliquie (3), fatta decorare da Massimiliano, duca di Baviera nel 1625. Si conserva una freccia del martirio di San Sebastiano, la colonna cui fu legato il martire e la pietra del “Quo vadis Domine?”, che reca impresse le impronte dei piedi del Cristo, nell’episodio apocrifo in cui si narra che il Cristo apparve a San Pietro mentre fuggiva da Roma per la paura del martirio.

 

A destra dell’altare maggiore vi è la Cappella Albani (7), fatta erigere da Papa Clemente XI, della famiglia Albani, nel 1706. Si notano subito i preziosi marmi policromi, su disegno di Carlo Fontana, con decorazioni dedicate al Papa martire San Fabiano (236-250).

 

I portoni di legno che corrono ai lati della Basilica (10) – (6) sono l’accesso a ciò che resta della navata esterna dell’antica Basilica circiforme, dedicata, dall’imperatore Costantino, agli Apostoli Pietro e Paolo. Se ne conserva solo il deambulatorio esterno, costituito dagli ambienti allungati a destra e a sinistra dell’attuale Basilica. Il primo è destinato alla biglietteria della Catacomba ed ospita una ricca collezione di sarcofagi rinvenuti negli scavi del cimitero sottostante.

L’ambiente di sinistra, invece, è occupato da una delle uscite della catacomba, dall'antica sacrestia della Chiesa e dal Museo Epigrafico (purtroppo, chiuso al Pubblico, ricco delle epigrafi rinvenute nella catacomba e dei mausolei adiacenti).

 

In sintesi la descrizione delle opere artistiche contenute nella chiesa:

 

CAPPELLA DELLE RELIQUIE (3): Costruita a spese di Massimiliano I, duca di Baviera, 1625.

 

Al suo interno sono contenute, secondo la tradizione: Spine della Corona, un dito, un dente e parte di una costola di San Pietro, un dente di San Paolo, un osso e un braccio di San Andrea, parte della testa e un braccio di San Fabiano, le teste di San Callisto e Stefano Papi, un calice di Piombo con ceneri ed ossa di San Fabiano, un braccio di San Rocco, parte della testa di S. Nereo e Achilleo, dei SS Avenisto, Valentino e Lucina M.M., la freccia del Martirio e Parte della colonna del Martirio di San Sebastiano, la pietra del “Quo Vadis, Domine?”

 

ALTARE DI S. FRANCESCA ROMANA (5):

“Visione della Vergine con Bambino di S. Francesca Romana” di Filippo Frigiotti –1727.

 

ALTARE DI S. GIROLAMO (17):

"San Girolamo inginocchiato verso l'Angelo con il Leone a destra" di Archita Ricci, 1613.

 

CAPPELLA DI S. FABIANO (7) (Famiglia Albani): costruita da Clemente XI tra il 1706 e 1712 su progetto di Carlo Fontana assistito da Alessandro Specchi e Filippo Barigioni; sopra l'altare: “statua di S. Fabiano” di Pietro Papaleo, 1710/12; stucchi dell'abside di P. Porciani; parete destra: Giuseppe Passeri, “S. Fabiano che consacra l'imperatore Filippo”; parete sinistra P. I. Ghezzi, elezione di S. Fabiano.

 

ALTARE MAGGIORE (8): disegnato da Flaminio Ponzio; sopra l'altare: “La Crocifissione” di I. Tacconi, 1614.

CIBORIO: Busti di S. Pietro e S. Paolo di Nicolas Cordier, 1608; “S. Sebastiano si prepara al Martirio” di Pietro Sigismondi, 1618.

 

MENSA Altare Maggiore (9): La mensa poggia su di un sarcofago antico ritrovato in un mausoleo adiacente alla Basilica.

 

ALTARE LATERALE (11): “S. Francesco in preghiera” attribuito a Girolamo Muziano sec XVI, che nasconde l'altare originale alla “Vergine con San Bernardo” di A.Ricci.

 

ALTARE dedicato a San Carlo Borromeo (12): "San Carlo Borromeo in Adorazione del Sacro Chiodo" di Archita Ricci 1613-14

 

ANTICA SACRESTIA (13) (Cappella del Crocifisso): costruita da M. Fontana nel 1727 e decorato da Marco Tullio Montagna, parete: “la Vergine con i Santi Sebastiano e Lucina”, 1627; Volta: “Dio Padre con i Santi” sebbene il Merz attribuisce l'affresco al Cortona e lo data 1618; Crocifisso ligneo di Anonimo, XIV sec.

 

CAPPELLA DI SAN SEBASTIANO (14): commissionata dal Cardinal Francesco Barberini nel 1672, disegnata da Ciro Ferri; “la statua di S. Sebastiano” di Giuseppe Giorgetti su disegno del Ferri. Le decorazioni bronzee dell'altare sono state realizzate da Carlo Spagna.

 

MONUMENTO Funebre del Cardinal Giovanni Maria Gabrielli (4), 1720

 

NICCHIA del Fonte Battesimale (2) Busto Marmoreo "Il Salvator Mundi" di Gian Lorenzo Bernini, 1679

 

SEPOLCRO del Medico Altobello d'Ensa sda Motecorvino (1), 1515